Due ingredienti per un piatto di prevenzione

Come ogni anno Cibo Nostrum rappresenta un momento di sensibilizzazione sociale. È capace di stimolare una moltitudine di personalità diverse. Riesce a stimolare la creatività con i suoi processi mentali in maniera tale da tradursi in altri processi mentali, più strettamente legati alla percezione, al gusto, al profumo. Riesce a connettere il sentire emozioni con il lasciarsi emozionare. Quest’anno tocca ad una tematica tanto preoccupante, quanto sconvolgente e che vede coinvolti numerosi bambini e ragazzi nel nostro paese e nel mondo. Numerosi sono gli episodi di cronaca che giorno dopo giorno ci raccontano di scenari di violenza nelle scuole e tra i ragazzi. Circa il 33%, secondo le ultime ricerche italiane, sono i soggetti che si dichiarano vittime di questa forma di violenza: il bullismo.

Il bullismo è per definizione un comportamento aggressivo ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi. Solitamente, i ruoli del bullismo sono ben definiti: da una parte c’è il bullo, colui che attua dei comportamenti violenti fisicamente e/o psicologicamente e dall’altra parte la vittima, colui che invece subisce tali atteggiamenti. La violenza è nella sua traduzione più distruttiva e minacciosa che viene diretta nei confronti di una singola persona o di un gruppo in modo intenzionale.

I comportamenti violenti che caratterizzano il bullismo sono i seguenti:

– Offese, parolacce e insulti;
– Derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare;
– Diffamazione;
– Esclusione per le proprie opinioni;
– Aggressioni fisiche.

Evoluzione del bullismo è il cyberbullismo, meglio traducibile come un atto aggressivo e intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi (Smith, P. K., del Barrio, C., & Tokunaga, R. S., 2013). Esso ha però delle caratteristiche identificative proprie: il bullo può mantenere nella rete l’anonimato, ha un pubblico più vasto, ossia il Web, e può controllare le informazioni personali della sua vittima.

Ma cosa lo differenzia dalle altre forme di bullismo?

La “sorpresa”, il brivido che si prova quando in maniera inaspettata ci si approccia, all’utilizzo dei dispositivi elettronici, a rispondere al cellulare, al ricercare un video sui portali web o al controllare la propria posta elettronica. In quei momenti si viene colti da un inaspettato messaggio o video il quale, per la sua immediata ricezione, non permette di attivare le proprie strategie di fronteggiamento dell’evento e tutte le strategie efficaci per difenderci dalle aggressioni. A questo si lega la sensazione di persecuzione, la possibilità di non riuscire a trovare un luogo o una persona che possa rassicurare e dare senso di protezione.

Il cellulare rappresenta il miglior strumento per poter agire con violenza nei confronti di un altro.

Le cause dello sviluppo del fenomeno del cyberbullismo sono da ricercane nella costante e sempre più insistente necessità da parte della popolazione giovanile di “essere” on line. La socializzazione virtuale, che per molti ragazzi diventa il miglior modo per essere sé stessi e potersi confrontare, avvilendo tutti i processi della comunicazione reale, diventa lo stesso campo minato sul quale sentirsi aggrediti al fine di essere annientati.

Un’altra considerazione che viene dagli scienziati è quella strettamente legata all’empatia. Sembra che la quantità notevole di tempo trascorso nel cyberspazio, caratterizzato dalla mancanza delle relazioni faccia a faccia, amplificherebbe una conseguente carenza nel riconoscimento delle emozioni altrui e nell’eliminazione della risposta empatica.

In pratica il bullo sa di stare facendo del male alla sua vittima, ne riconosce le sue emozioni negative di sofferenza, ma non riesce a mettersi nei suoi panni. Gli effetti sono preoccupanti. Le vittime di cyberbullismo corrono rischi che possono collocarsi in un ventaglio di variabili psicologiche e comportamentali che oscillano tra la depressione ed il suicidio.

L’umiliazione è totale perché aumenta il pubblico, la rete è molto più grande della realtà. I segnali che possono aiutare un genitore a capire se il proprio figlio è vittima di cyberbullismo sono i seguenti:

– Utilizzo eccessivo di internet.
– Chiudere le finestre aperte del computer quando si entra nella camera.
– Rifiuto ad utilizzare Internet.
– Comportamenti diversi dal solito.
– Frequenti invii attraverso Internet dei compiti svolti.
– Lunghe chiamate telefoniche ed omissione dell’interlocutore.
– Immagini insolite trovate nel computer.
– Disturbi del sonno.
– Disturbi dell’alimentazione.
– Disturbi psicosomatici (mal di pancia, mal di testa, etc).
– Mancanza di interesse in occasione di eventi sociali che includono altri studenti.
– Chiamate frequenti da scuola per essere riportati a casa.
– Bassa autostima.
– Inspiegabili beni personali guasti, perdita di denaro, perdita di oggetti personali.

#STOPcyberbullismo
Sostenete anche voi la nostra causa! Vi aspettiamo il 21 maggio a Taormina.
Maggiori dettagli sul sito www.cibonostrum.eu

Dott. Sebi Barbagallo
Psicologo Blu Lab Academy

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