Nuovo Logo Biologico e Stop OGM

Gli organismi geneticamente modificati o i suoi fratelli NBT, sono vietati!

Nel parere 212 si specifica che “il divieto di coltivazione degli ogm deve ritenersi esteso, coerentemente alla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 16 luglio 2018, anche ai prodotti ottenuti mediante l’impiego di nuove tecniche di miglioramento genico (Nbt), o genome editing, in considerazione degli elevati rischi per l’ambiente e la salute umana”.

La storia inizia molto tempo fa, quando un agricoltore del Friuli Venezia Giulia decide di seminare del mais ogm, in alcuni campi di sua proprietà. Un’attività che avrebbe poi causato la contaminazione dei campi circostanti. Secondo il Corpo Forestale, infatti, i terreni adiacenti risultavano contaminati da “inquinamento genetico” fino al 10%. ( Caso Fidenato).

Ma la Corte di Giustizia Europea dichiarò illegittimo il decreto interministeriale con cui si vietava la coltivazione di organismi geneticamente modificati nel nostro Paese.

Tutto ruota intorno al c.d. principio di precauzione

Cosa è?

Il principio di precauzione appare nella 2a Conferenza sulla protezione del Mare del Nord (1990); nel principio 15 della Dichiarazione di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo (1992); nel Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza o Convenzione sulla biodiversità (2000).

  • Quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, le istituzioni possono adottare misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi» (CG 5 giugno 1998, C-180/96 cit.)

La Decisione del Consiglio Di Stato

Il Consiglio di Stato con sentenza n. 8089 del 16 dicembre 2020 decide sulla questione della coltivazione di OGM, confermando la legittimità – già dichiarata in primo grado – di un’ordinanza recante l’ordine “…di procedere, mediante trinciatura ed interramento, alla distruzione delle coltivazioni di OGM illecitamente impiantate … nonché al ripristino dello stato dei luoghi a proprie spese”.

Nessuna violazione del diritto alla libertà di impresa dunque: “a partire alla sentenza della Corte di Giustizia, 17 settembre 2002, in causa C-513/99, è acquisito il principio per cui la tutela della concorrenza risulta recessiva rispetto alle politiche pubbliche orientate alla salubrità ambientale, nel senso che la stessa libertà imprenditoriale deve orientarsi ed estrinsecarsi in forme compatibili con tali obiettivi”.

DDL Biologico

Ddl sull’agricoltura con metodo biologico in stallo da più di due anni. Dopo l’approvazione all’unanimità, il testo dovrà ora passare attraverso il voto in Aula, sempre a Palazzo Madama e poi alla Camera per l’ok definitivo.

  • Tra le principali novità, l’introduzione di un marchio per il ‘biologico italiano’.

Il Parere di Coldiretti

Secondo Coldiretti la possibilità di riconoscere i prodotti di origine nazionale “rafforza la leadership dell’Italia che è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico, dove sono saliti a ben a 80.643 gli operatori coinvolti (+2%) mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%) con percentuali a due cifre per la Provincia di Trento (+31,3%) e il Veneto (+25,4%).

Tra i diversi obiettivi del piano, il miglioramento del sistema di controllo e certificazione a garanzia della qualità dei prodotti biologici “attraverso la semplificazione della normativa, l’utilizzo di strumenti informatici e la predisposizione di interventi di formazione.

Un grande traguardo quindi, con la speranza di giungere alle dovute approvazioni in tempi ragionevoli.

Per approfondire la notizia.

 

Romano Roberta 
Giurista|Consulente Alimentare|Copy
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